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Una lettura da brividi, una scossa elettrica che corre per tutta la schiena. Che ti tiene incollata fino all’ultima pagina, imbambolata, impietrita da tanto orrore e da tali brutture!

Domani e per sempre- Ermal Meta

Ho letto questo primo romanzo del cantautore albanese, famoso per i suoi testi sempre in cima alle classifiche e molto profondi, con tanta aspettativa. E non sono rimasta delusa. Tutt’altro. Un tripudio di eventi storici, molto drammatici! Tanto terribile, è ciò che i vari personaggi hanno vissuto! Orrori infiniti e burrascosi. La Storia ha avuto ed ha tutt’ora una tale fama nefasta, di Stati dispotici e dittatoriali; dove appunto la sola parola LIBERTA’, non può essere neanche pronunciata, men che meno pensata. E’ un’ ignominia. La crudeltà è quella di rendere un popolo schiavo, disumanizzarlo, cercare di educarlo con la violenza fisica e psichica, dargli un aspetto animalesco. Anzi di più, perché neanche gli animali, talvolta, sono trattati così! Stati-orchi, mostri dalle fattezze umane, prendono il comando, limitando ogni azione, gesto, pensiero, opinione di un essere umano, che è degno di tale nome.

TRAMA

La storia comincia in Albania, dove vive un bambino, Kajan. E’ un romanzo di formazione. Egli crescerà, avrà dei riferimenti. Tutte le varie crudeltà che vede ed assiste, saranno intervallate talora, dalla Musica. Si farà plasmare ed assorbire dal suono della musica, dove, come viene detto nel testo:

Anche il Silenzio è musica!

Si può sentire la Musica anche dentro sé. Non è sempre necessario, fare rumore. La Musica è anche silenzio, Pausa. Il Silenzio talvolta, l’amplifica e la potenzia.

Kajan, farà un percorso tutto in salita e di crescita, fisica e caratteriale. La Storia, la Guerra avranno in lui, un impatto determinante.

RECENSIONE

Mi sono lasciata avvolgere, trascinare dai luoghi, ho conosciuto tanto Orrore, Crudeltà. L’Autore ha saputo tratteggiare la spietatezza di questi sanguinosi eventi, con frasi semplici, d’impatto e talora cruenti. Ma che su di me hanno avuto un effetto trascinante ed ammaliante. Perché ti spingono ad andare avanti nella lettura, per comprendere appieno quanto gli esseri umani possano essere crudeli e non avere nulla della pietà e del sentimento che ci contraddistinguono. Ne sono divenuta testimone. Despoti a cui non importa nulla. Superficialità, cinismo, tanto forti, che non riesco quasi a scrivere. Ho tante difficoltà nel realizzare questa recensione. Ci vuole un estremo tatto, un attenzione. Proprio come ha saputo fare, in maniera egregia, l’Autore! E’ vero anche che nonostante la mole, che non mi ha affatto spaventato e l’imponenza del tema trattato, ha avuto in me una potenza corroborante, talora tranquillizzante. Le ore che ho trascorso leggendo, mi hanno cullato, distratto, ammaliato. Quasi i miei occhi si velavano e cadevano calde lacrime e il cuore grondava sangue. Insomma nonostante la descrizione di tanti e tali eccidi, ti si riempie il cuore di bontà e grande Umanità:

Quando guardo il cielo, penso che tutto si volgerà
nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che
ritorneranno l’ordine, la pace e la serenità.

Così mi vengono in mente la potenti parole, della grande Anna Frank!

Perché la Speranza nel Domani, è sempre possibile, è nella Natura del Cosmo, del nostro modo di essere e misurarci con l’altro. Dobbiamo sperare e riempire i nostri cuori, di questa sublime linfa, che ci tiene uniti e legati, gli uni agli altri. Fin quando viviamo, respiriamo, mangiamo, non si può, non essere avvolti dalla bellezza e beautitudine di un Cielo blu, del canto degli uccellini, di un Sole che splende placidamente. Il Domani è Speranza, Vita. Ricominciare è sempre possibile.

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Estasi di Ludovica Albertoni– Gian Lorenzo Bernini (1674) Roma, Chiesa di San Francesco a Ripa

Ludovica Albertoni fu una terziaria francescana vissuta a Roma dal 1474 al 1533 e beatificata nel 1671. Fu rappresentata splendidamente dal Bernini che nell’opera affronta con forme semplici e sobrie il tema dell’estasi cristiana.

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Essendo molto amante delle saghe familiari e soprattutto essendo stata colpita positivamente, dalla mitica e indimenticabile famiglia Florio; la libraia mi ha consigliato un altro romanzo ambientato a Palermo. Così ho iniziato quest’altra avventura. Che mi ha anch’essa colpita, ammaliata e che mi rimarrà impressa, a lungo! La storia di un’altra immemorabile famiglia, per bene e ben insediata nella città.

LA LUCE E’ LA’ – AGATA BAZZI

Una famiglia ebrea, molto benestante, insediatasi nella Palermo dei grandi fasti. Dove nei salotti si sfoggiavano abiti sontuosi, gioielli preziosi. Dove si svolgevano feste memorabili, in cui erano presenti altissime personalità monastiche, di grande prestigio. E’ l’esempio del Kaiser, di Puccini, Gabriele D’Annunzio, pittori come Giovanni Boldini, il cui ricordo è legato al dipinto di Donna Franca Florio.

Torniamo però alla famiglia Ahrens!

Albert Ahrens, il capostipite. E’ lui che creerà una dinastia prestigiosa, un’azienda familiare, accanto alla grande villa residenziale, in zona San Lorenzo, nella periferia Palermitana. Egli attraccherà col traghetto, dopo innumerevoli esperienze lavorative in Germania; essendo stato enormemente scottato, deciderà di lasciare la famiglia in patria, e con armi e bagagli, vorrà cominciare una nuova avventura. L’intraprendenza fa di Albert, un ragazzo e quindi un uomo, dall’animo nobile, risoluto e da grande imprenditore, qual era!

Dopo essersi sistemato, presi i giusti contatti con le famiglie che contavano, ambientatosi, egli cercherà la sua anima gemella. Sarà Joanna Benjamin, appartenente ad una famiglia benestante di origine borghese. Essa non sarà da meno. Arriverà, in un giorno radioso, portando il sole nella vita di Albert.

Sarà un lungo e luminoso cammino che aspetterà i giovani sposi, che verrà premiato dall’arrivo di ben otto figli. Sei femmine e due maschi.

Albert insieme a Johanna, costruiranno una grande e fastosa dinastia, creando un retaggio che darà linfa alle future generazioni. Una dinastia che avrà un ricco patrimonio, ma non solo dal punto di vista materiale, ma anche spirituale, culturale, che verrà tramandato nei secoli. E quindi ancora oggi. Infatti l’autrice, Agata Bazzi, è una delle tante discendenti.

Albert, è freddo, chiuso in sé stesso, amante del focolare domestico. Lavorerà tanto e duramente per il suo futuro e della sua famiglia. Ama fare colazione con tutti i suoi cari, leggere il giornale seduto sul divano, concedersi pause per godersi i suoi diletti figli e la sua adoratissima moglie. Per lui, la famiglia è tutto. E’ l’inizio di tutto e quindi il suo scopo! E’ un idealista, un costruttore di sogni, che si concretizzano. Creerà un mobilificio, una rinomata ditta vinicola.

Johanna, non è un passo indietro ad Albert, pur essendo timida e riservata, è molto forte, colta, bella e fiera. Sarà una grande benefattrice e promotrice di eventi benefici e di volontariato. Darà grande lustro, vitalità ed energia alla famiglia. Pur essendovi Albert, Johanna è la vera anima, l’educatrice. Si sfocerà quasi in una famiglia, in cui c’è un segno ed un’impronta matriarcale. Sarà lei, che nei lunghi e non facili anni, infonderà coraggio, voglia di vivere ai suoi figli!

Parliamo adesso dei figli. Sono stati numerosi. Ognuno con un dono, un talento differente! E’ stata una famiglia benedetta dal cielo, ma non immune ad innumerevoli tragedie ed eventi nefasti. Ma Johanna, avrà sempre modo di ripetere:

Siamo stati felici, abbiamo avuto una bella vita, nonostante tutto.

I ragazzi cresceranno bene, uniti, solidali, accoglienti e generosi verso il prossimo, immersi nella Natura, nella calma e vitalità della famiglia. Pur essendo vissuti a Palermo, manterranno un animo, una tempra e una cultura di matrice ebraico-tedesca, parlando varie lingue, girando il mondo, ricevendo un’ottima istruzione in collegi famosi e rinomati.

Chi si dedicherà al canto ed alla recitazione, alla poesia, a intessere lunghe, profonde ed interessanti corrispondenze, con grandi intellettuali e scrittori. Un esempio su tutti: Stefan Zweigg, un grande scrittore e drammaturgo, che avrà grande importanza nella vita intellettuale di una delle figlie: Berta. Essa fonderà un circolo di intellettuali. All’interno della casa, si assisterà a grandi e coltissime discussioni, sull’Arte, sulla Poesia e sul Teatro. Berta, recitava, interpretava drammi, opere. Ci sarà anche chi si dedicherà alla fotografia e molti dei figli, saranno grandi ed esemplari allievi del pittore palermitano Francesco Lojacono.

I successivi anni, saranno all’insegna del dramma, che preannuncia la Grande Guerra! L’antisemitismo metterà a durissima prova, la famiglia Ahrens! Osteggiata, vilipesa. Questo periodo, la metterà a durissima prova. Ma avranno tutti, il sorriso sulle labbra, continueranno il loro cammino, con lena, grande forza e combattendo.

Insomma, questo romanzo, mi ha permesso di conoscere, un’altra simbolica famiglia, che ha reso e contribuito a irrobustire la grande autorevolezza e nomea della Palermo Europea.